Mein Teil

di Delia Rimoldi

Regia: Delia Rimoldi

Con: Claudio Gaj, Jacopo Veronese

produzione Spazio DiLà

07/08/09 ottobre 2016

inizio spettacolo ore 20:00

Il fatto di cronaca


Dopo aver inserito un annuncio sul forum The Cannibal Cafè, il 9 marzo 2001, Armin Meiwes fu contattato da una vittima desiderosa di farsi macellare e cannibalizzare: si trattava di un ingegnere elettronico di Berlino di nome Bernd Juergen Brandes. Meiwes gli mutilò il pene eretto con un coltello e lo assaggiò in sua compagnia, dopo averlo fatto saltare in padella con olio, aglio, sale e pepe in un tegamino, tagliando anche piccole parti da dare in pasto ad uno dei suoi cani. Infine, dopo averlo lasciato dissanguare per tre ore in una vasca da bagno mentre leggeva un libro, lo baciò e gli tagliò la gola. Dopo averlo ucciso Meiwes appese il suo cadavere su di un gancio, lo sezionò, ne congelò le carni in un frigorifero e seppellì gli scarti nel giardino, riservandosi il piacere di mangiarle a propria discrezione per dieci mesi. L'omicidio non sarebbe forse stato scoperto se Meiwes non avesse pubblicato un nuovo annuncio su internet con l'intenzione di procurarsi altra carne umana. Fu arrestato nel dicembre 2002 dopo che uno studente di Innsbruck aveva telefonato alla polizia dopo aver visto su Internet nuovi annunci per altre vittime. Durante l'arresto i poliziotti, perquisendo la casa di Meiwes, trovarono le parti del corpo di Brandes. Il 30 gennaio 2004 fu condannato in primo grado di giudizio a otto anni di carcere in virtù di un capo di accusa di omicidio preterintenzionale, in quanto Brandes era consenziente. A dimostrazione di questo Meiwes registrò con una videocamera tutto quello che avvenne la sera della morte dell'ingegnere di Berlino.

Note di regia


La messa in scena si articola su due piani distinti che si intrecciano gradualmente.Il primo, quello del ricordo, ha come filo conduttore il racconto della fiaba di Hansel e Gretel, da sempre un'ossesione del protagonista proprio per l'immaginario che suggerisce e che si mescola a stralci di vita familiare con una madre opprimente e che tenta di controllare ogni aspetto della vita di Armin. Il secondo è l'evolversi dell'incontro tanto agghiacciante quanto romantico. La cronaca ci suggerisce il codice che abbiamo usato per questo racconto. Meiwes registra ogni momento di quell'ultima visita della sua vittima per dimostrare che fosse consenziente, da questo la decisione di utilizzare i generi televisivi di un arco temporale che va dagli anni settanta, quando il protagonista era ragazzino fino al 2001 anno in cui è stato arrestato. Ci siamo divertiti ad adattare un testo a volte ridondante a volte estremamente crudo al linguaggio della soap opera sudamericana, del poliziottesco, del film romantico per adolescenti, del genere erotico anni 70, dell'horror, del documentario, per concludere con una trasmissione di cucina. Ne esce un quadro in cui il protagonista, il cannibale, è lucido ed inesorabile e decide di mettere in scena le proprie fantasie senza un giudizio morale o rimorso per Berghen. In un intervista, alla domanda del giornalista che gli chiede come sia stato uccidere e smembrare un uomo lui risponde che l'atto in se è stato complicato e a volte disgustoso, il giornalista allora incalza chiedendo come deve essere stato per la vittima e lui risponde che per Berghen è stato bellissimo era quello che desiderava. In un certo senso, quello di Meiwes è il meno patologico dei personaggi.